Le Grave di Papadopoli

Le Grave e la natura

Con i qualificati interventi di Michele Zanetti, esperto naturalista, e Mattia Vendrame collaboratore del servizio di Rete Natura 2000 della Regione Veneto, (che ha anche elaborato la sua tesi di laurea sulle Grave di Papadopoli), ora inquadriamo le Grave di Papadopoli nei loro aspetti più propriamente naturalistici e paesaggistico-ambientali, al fine di evidenziare i piani operativi attuati e da mettere in pratica da parte della Regione Veneto, dello Stato italiano e dell’Unione Europea per la loro continua salvaguardia. Ormai è un fatto assodato che le Grave sono state incluse negli elenchi dei S.I.C. (Siti di interesse comunitario) e delle Z.P.S. (Zone di Protezione Speciale), per cui esse, a livello legislativo, sono state considerate un territorio da difendere sia per quanto riguarda la sua integrità globale, sia per quanto riguarda la flora e la fauna al suo interno che così compiutamente sono state descritte da Michele Zanetti. Mattia Vendrame, a sua volta, con i suoi scritti ci illumina sul tema della biodiversità dell’ambiente delle Grave, intendendo con essa una “diversità biologica”, nel senso che comprende una varietà di organismi a tutti i livelli unitamente a una varietà di ecosistemi.

Resta, tuttavia, ancora molto da espletare da parte degli organi competenti. Infatti, come sottolinea Mattia Vendrame a conclusione del suo studio, il punto debole «negli obiettivi di conservazione e di tutela, in attesa della definizione di idonei piani di gestione , è rappresentato da una parte dalla gestione del regime idrico, che non sempre garantisce quel deflusso minimo vitale necessario a sostenere le comunità bentoniche e interstiziali del fiume […], e dall’altra dalle discariche abusive che, congiuntamente all’estrazione degli inerti e alla diffusione dei coltivi nelle aree golenali più prossime al greto, ne aumentano sensibilmente la vulnerabilità».

Come si può notare molti sono i problemi, ancora in attesa di opportune soluzioni legislative e operative, che devono essere trovate con tempestività,  al fine di non permettere che le situazioni, già pervenute al limite estremo, divengano insanabili.

 Non sarà superfluo sottolineare la definizione che viene enunciata dalla Convenzione Europea del Paesaggio:

 

“il paesaggio designa una determinata parte del territorio,

così come è percepita dalle popolazioni [...]

e coopera all’elaborazione delle culture locali”.

 

E’ nell’interesse di ciascuno di noi operare per la salvaguardia di questo “tesoro”. Rispettando il nostro ambiente miglioriamo la qualità della nostra vita e lo preserviamo alle generazioni che verrano.

Orchide screziata. Erbacea perenne bulbosa, della famiglia delle Orchidacee, alta 20-40 cm, con infiorescenza globosa.Vegeta nelle grave in prati asciutti e boscaglie.Fiorisce in maggio. È minacciata.