Le Grave di Papadopoli

Le Grave e la memoria storica

Già negli anni immediatamente successivi alla Grande Guerra, le Grave di Papadopoli acquistarono un rilievo quasi mitico per gli straordinari fatti d’arme che si erano verificati sul suo territorio. Furono molti coloro che vennero a visitare quei luoghi divenuti sacri per il sangue versato in difesa della patria e la memoria di ciò che là era avvenuto si rinforzava sempre di più man mano che le celebrazioni per la vittoria erano vissute con grande partecipazione in tutta Italia, tanto che, come già è stato notato, anche la guida del Touring Club Italiano, nell’edizione del 1929, annovera le Grave tra i più importanti campi di battaglia.Tuttavia, col passare degli anni, soprattutto dopo i funesti avvenimenti del secondo conflitto mondiale, la memoria storica degli avvenimenti di cui le Grave erano state spettatrici si affievolì a poco a poco, lasciando lo spazio soltanto a ricorrenze di maniera, non partecipate, piene di retorica esangue. Questa situazione durò per molto tempo, senza che venisse intrapresa una qualche iniziativa per tramandare in modo degno quella pagina di gloria in cui le Grave erano state protagoniste. Ma ci volle la disastrosa alluvione del 1966, durante la quale la vita stessa delle Grave fu messa in forse, perchè qualcuno si decidesse a fare qualcosa perchè una pagina così preziosa di storia non venisse cancellata. Questo qualcuno era un gravariol, che, amando la sua terra di vero amore, coltivò l’idea per diversi anni e poi la realizzò a sue spese alla fine degli anni Settanta: nacque così il cippo ai caduti delle Grave con la relativa celebrazione, che si ripete ogni anno il 25 aprile.

Cippo ai caduti delle Grave di Papadopoli